il Dialogo: cosa racconta qui un biglietto della Metro

dialogoAll’interno del Cimitero delle Fontanelle i morti non hanno un nome, sono lì nel loro anonimato.
Per il popolo napoletano sono anche queste le “anime del purgatorio”, alla ricerca di un conforto dopo la vita, e dopo la sua violenta conclusione. Nella continuità che il popolo di Napoli trova tra i significati della vita e della morte, si concretizza così anche una dimensione, probabilmente unica, di solidarietà: l’adozione dei teschi. La gente spesso indicava anche nome, cognome ed anno dell’adozione. La forma del dialogo iniziava così dall’adozione, e i contenuti del dialogo avrebbero riguardato gli aspetti materiali e quotidiani della vita, la salute, l’amore e gli affetti, il lavoro. Le risposte delle anime del purgatorio arrivavano in sogno attraverso consigli, auspici, pronostici.
dialogo2Sono anche queste le forme di un racconto che la tradizione popolare ha costruito nel corso del tempo, e c’è, nella forma dell’adozione e nei contenuti di questo dialogo, quasi un cifrario, un canone che si riconosce negli oggetti della vita di ogni giorno: corone di fiori di carta o di stoffa, collanine di vetro adagiate sotto il mento di un teschio, una moneta, uno scontrino fiscale, un braccialetto o un biglietto della metro. Sono gli oggetti della vita che parlano della vita di ogni giorno, e che si condividono nella reciprocità del dialogo, anche con chi nella vita non è più.
Cosa racconta qui un biglietto della Metro?
Ciascuno può immaginare una storia, e dare un significato a questo desiderio di condivisione.

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