l’Arte: l’esperienza del luogo nei fotogrammi del cinema

arteJohann Wolfgang Goethe nel suo diario di viaggio in Italia scriveva che “i napoletani rendono tutto visivo, perché amano vedere”, nella cornice di quella “spaventosa vitalità tipica del loro temperamento che li fa per natura recitanti” ed allo stesso tempo “creatori, attori e spettatori dello stesso spettacolo!”.
Forse. Ma certo è che questo luogo della giusta distanza, con il ponte simbolo materiale e immateriale del dialogo, si è offerto spesso a quella forma di racconto che è il Cinema.
L’attrice Ingrid Bergman è al Cimitero delle Fontanelle per le riprese del “Viaggio in Italia” di Roberto Rossellini, nel 1954. L’insieme dei teschi incolonnati e collocati nelle varie teche, presi in cura poi dalle persone che pregano per le loro anime in cambio di una vita migliore, stupiscono la protagonista. Resta incuriosita dall’esistenza di questo luogo, dal suo fascino misterioso e dalla solennità che nasconde.
arte2Luogo di conoscenza, ma anche sfondo delle contraddizioni della Città, l’ossario delle Fontanelle ha fatto da sfondo ad alcune delle scene più ricordate de “I Guappi” di Pasquale Squitieri del 1974. E un breve frammento di “Pasqualino Settebellezze” di Lina Wertmüller testimonia sulla pellicola il culto delle anime del purgatorio: una donna lucida con meticolosità un cranio ed una voce fuori campo, ancora un “guappo”, racconta l’utilizzo alternativo del luogo da parte della criminalità.
Luciano De Crescenzo recupera e propone un aspetto diverso di questo luogo e del suo significato nella Città: l’inquietudine. Il Cimitero delle Fontanelle è ne “Il mistero di Bellavista”, del 1984, teatro di una rocambolesca fuga del personaggio milanese, quasi a simboleggiare la riconciliazione con la distanza caratteristica dell’incomprensione. Un incontro casuale con un luogo che, non a caso, si fa simbolo di conoscenza e ancora una volta della giusta distanza.

Commenta questa esperienza