le Storie: il Popolo dei “senza nome” e la solidarietà

storieL‘attenzione che la cultura napoletana riserva al Purgatorio è riconoscibile in molti angoli della Città: anche dalle edicole votive, dove attorno alla croce trovano spesso spazio figure di uomini e donne avvolti dalle fiamme del Purgatorio. Partendo dall’ossario delle Fontanelle ci sono quindi diversi percorsi attraverso i quali esplorare le “storie” di questa cultura. Storie accomunate dall’esperienza del dialogo e della solidarietà, tutta particolare, del popolo dei vivi della Città di Napoli con chi nella vita non è più. È una solidarietà personale, ogni fedele sceglie l’anima da curare – anzi, è il fedele ad essere scelto dall’anima in pena, che gli appare attraversando la porta del sogno.
storie2Ciascuno di questi luoghi ha un’anima considerata più importante. A santa Maria del Purgatorio ad Arco quest’anima è Lucia, la “Principessa prigioniera” del luogo in cui si rifugia, a Santa Maria della Sanità “il Cavaliere”, a San Pietro ad Aram, il “signore abbandonato”, il “Dottor Alfonso” e santa Candida. Alle Fontanelle tra i più popolari troviamo “fratello Pasquale” che dispensa numeri vincenti al lotto, “gli sposi” e “il Capitano”, a cui tante mamme della Sanità hanno affidato prima i loro figli soldati, poi quelli a cui volevano evitare la leva militare, e “Concetta” conosciuta anche come la testa che suda.

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