la Città e il medioevo angioino

storia2Il medioevo a Napoli è un racconto fatto di nuova luce. Con il regno angioino, che inizia nel 1266 e si concluderà nel 1442, la Città sarà capitale di un Regno che vedrà anche due donne al governo (Giovanna I D’Angiò e Giovanna II Durazzo), ospiterà artisti e letterati come Boccaccio e Petrarca, lascerà quasi in secondo piano il ricordo dell’epoca normanna che ha segnato il tramonto di Bisanzio in Campania. La dinastia angioina è guelfa, il che significa che sullo scacchiere politico e territoriale dell’epoca sarà schierata con il papato. Nuovi ordini religiosi si insediano anche a Napoli, e la continuità con il papato si concretizza con una fioritura senza precedenti dell’edilizia religiosa. Una monumentalità che avvicina Napoli alle grandi città imperiali del Nord Europa, segnando il distacco dalle influenze orientali e portando lo stile Gotico su una delle principali sponde del Mediterraneo. Sono introdotte per la prima volta le sepolture all’interno della città, per consentire ai vivi di venerare i propri defunti secondo liturgie cristiane e per onorare le monumentali sepolture angioine: cimiteri urbani, tombe isolate, sepolture all’interno di luoghi sacri. La distanza tra la vita e la morte non è più nell’immagine delle catacombe, ma celebrata nella bellezza del marmo e delle opere d’arte dei vivi.