nel segno di Bonaparte

storia4È il 14 gennaio del 1806 quando circa quarantamila francesi occupano Napoli, e in febbraio Giuseppe Bonaparte è proclamato Re. Un decennio, quello della Città di Napoli nel segno dei Bonaparte e di Gioacchino Murat, che incarna agli occhi del popolo così come a quelli dell’aristocrazia un nuovo ideale “cavalleresco”, suggellato nell’episodio della fucilazione del 1811. Nella quotidianità della città il “progresso” prende la forma della prima illuminazione pubblica, realizzata con lampade ad olio. Ma il periodo francese restituisce alla città anche un nuovo ordine urbanistico. Le precedenti e frammentarie norme sui cimiteri furono raccolte organicamente in un unico corpus legislativo con l’Editto di Saint-Cloud del 1806, promulgato da Napoleone Bonaparte e conosciuto come Décret Impérial sur les Sépultures. Fuori dalla disputa politica e letteraria che accompagnò l’editto in Europa (“I Sepolcri” di Ugo Foscolo ne sono probabilmente l’icona più significativa), con l’edificazione di nuove aree cimiteriali, in parte le stesse attuali, Napoli torna nuovamente alla separazione, alla distanza cioè con i suoi defunti, come era nelle origini della città greca e prima delle catacombe dell’età di Roma imperiale.